Le nostre gite, le nostre passeggiate…

Chiesetta

Misurina significa scenari mozzafiato, cime e guglie da capogiro, boschi, rocce e neve che si contendono gli spazi…..

Per noi significa, anche, aria pura e incontaminata

Quell’aria che, d’inverno, respirata dal naso, ti tracciava di freddo il suo percorso fino ad arrivare ai polmoni…..

Quell’aria che d’estate, aromatizzata, facevamo nostra durante le lunghe passeggiate, inerpicandoci sui sentieri, raggiungendo i rifugi, i prati, le valli, i ghiaioni…..

Quell’aria che ci ha permesso di cambiare il modo di respirare….

I tre giri del Lago

Il “primo”, riconoscibile, sfruttato, ma pittoresco.

Il “secondo”, alternativo e comodo.

Il “terzo”, intuibile, quasi un miraggio,non per tutti

Il lago, paziente, in tutti i punti si fa ammirare !!!!

La Valle dei Camosci

Era una meta che si apriva all’improvviso…..

Ad una nostra richiesta su dove fosse questa Valle, ci veniva indicato, con un gesto dell’indice, un “muro” di roccia e una breve spiegazione <…è lì dietro…>.

Quindi si partiva senza vedere la meta d’arrivo, ma questo ci bastava, perchè ogni gita era un’esperienza, una condivisione, una conquista.

Tra fatica, sbuffi, canti e sudore si percorreva il sentiero che, dapprima si snodava nel bosco alle spalle della Malga e, dopo, si disegnava su ghiaioni fino a raggiungere e ad aggirare il Dente del Gigante; infine si apriva questa verde Valle tutta per noi.

Seguivano giochi, cori e merende che ci accompagnavano fino al rientro al Villaggio nel tardo pomeriggio.

popena

La Roccia Maestra

Questo sperone che sorge a poca distanza dall’Istituto era una meta da noi assai frequentata. Punto isolato ai margini del bellissimo prato, diventava meta di giochi e merende.

Al pomeriggio, nei periodi estivi, si animava di ragazzi che si rincorrevano, di alcuni altri che giocavano sulle rive del torrente, altri che con le pigne raccolte nel sottobosco, miravano a bersagli immaginari.

Il tutto finiva quando il richiamo del vigilatore ci radunava per condividere la merenda: pane e marmellata oppure pane e cioccolata.

Questa roccia, che alcuni di noi scalavano con facilità, era il nostro fortino, il nostro rifugio, la nostra prima conquista.

Misurina gennaio 2006 005

I rifugi

Ogni rifugio era una nostra meta.

Rifugi con nomi strani di Persone, di Città, di Montagne …. a noi dicevano poco …

ma subito venivano associati ad un percorso di cui conoscevamo ogni curva, ad un “arrivo”, ad un fabbricato di cui riconoscevamo la forma, la posizione, il calore…

Arrivavamo stanchi, ma bastava una merenda per farci tornare la voglia di salire ancora, magari a gruppetti, per vedere dall’alto i nostri amici che, scegliendo di restare al rifugio, diventavano puntini colorati…

” ..guarda la, c’è Diego, c’è Laura… e più sotto si vede Suor Lidia con il vestito bianco …”

Il rifugio Città di Carpi, è gestito dal nostro Amico Rodolfo Molin.