Un po’ di storia

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Da Grand Hotel a centro per la cura dell’asma

L’attuale Istituo Pio XII posto sul lato sud del Lago di Misurina, era un tempo il lussuoso Grand Hotel Savoia, dove i regnanti d’Italia, con il loro seguito di corte, venivano a trascorrere le vacanze nei primi anni del ‘900.
Ancora oggi è possibile ammirare “la sala del trono” che funzionava come sala di rappresentanza.
Le ex scuderie, ora centro S. Benedetto, accolgono ora le scuole elementari e medie e alcune camere a disposizione dei genitori dei bambini ricoverati.

Si deve al benedettino Paolino Beltrame Quattrocchi l’acquisto nel 1945, per conto della Diocesi di Parma dell’intero complesso. Lo scopo era quello di utilizzare l’Hotel come una casa di vacanze per i bambini bisognosi. Successivamente si organizzò l’Istituto per accogliere ragazzi affetti da forme specifiche polmonari. Nel 1970 “Il Villaggio Alpino Pio XII” venne trasformato su indicazione del Dott. Gino Baronio, per 27 anni Direttore sanitario dell’Istituto, in casa di cura per l’asma.

Unico centro del genere in Italia (in tutta l’Europa se ne contano solo altri due) oggi, dopo recenti lavori di ristrutturazione, l’Istituto Pio XII si presenta pronto ad accogliere ( in convenzione con l’Ausl) bambini e adolescenti residenti su tutto il territorio nazionale sino a 18 anni affetti da questa malattia. Per i pi ù piccoli è previsto il soggiorno di un genitore in Istituto.

Il lago

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Mi è stato chiesto di scrivere due righe sul lago di Misurina, cosa dire?

Beh! Non è difficile, è un laghetto pittoresco, inserito in una splendida cornice, così è descritto in innumerevoli depliant pubblicitari sulle Dolomiti.

Oppure potrei raccontare una delle leggende legate alla sua storia (ce n’è più di una), tutte narrano in modo romantico, delle lacrime versate dal monte Sorapis per la figlia perduta; è con quelle lacrime, che si è riempito il lago.

Ma è solo questo, quello che si può dire?

No, c’è sicuramente di più, per chi è stato a Misurina.

C’è una storia che ognuno di noi che ha trascorso del tempo lassù, porta dentro di sé e potrebbe raccontare. Per ciascuno è una storia diversa, ma hanno tutte cose preziose in comune, e il lago è una di queste, una presenza costante, amica.

E’ quindi del lago, che ha fatto parte del “pezzo” di vita che ho vissuto a Misurina, che voglio parlare, non di quello descritto sulle carte geografiche.

Io l’ho visto, bellissimo, nel suo abito estivo verde intenso, riflettere i pini e i monti circostanti. L’ho ammirato, bianco candido, in inverno, confondersi con la neve che copriva il paesaggio.

Tante, tante volte, l’ho osservato stupita dalla finestra della mia camera, per parecchi mesi l’anno sparire. Dov’era il lago mi chiedevo? Sembrava non esserci più, diventava di ghiaccio.

Certo, di ghiaccio! Ma non per questo, freddo, ostile, sapevo che era lì, semplicemente sotto un piumino di fiocchi di neve; e nella bufera, lo immaginavo quieto, dormire.

E poi:… “Il lago sta sgelando, è primavera, alla larga bambini o ci cascate dentro!” Quante volte ho udito queste parole, durante le passeggiate del giro del lago! Già, lui, ridiventava liquido!

Il lago, così affascinante per noi, da renderci impossibile stargli lontano, diventava in quella stagione pericoloso, non sembrava vero, non poteva fare paura, non a noi.

E allora di nascosto, ci attirava tutti lì sulla sua riva, a lanciar sassi per bucare il ghiaccio, divenuto sottile, o a tastare con il piede dove ancora teneva, per camminarci sopra, fino a che l’acqua gelida ci riempiva le scarpe. Che bellezza quei giochi spensierati, quante risate intorno al lago!

L’ho rivisto il “mio” lago di Misurina, dopo quella che a me è parsa un’infinità d’anni, sono tornata. Quieto, stupendo, con la sua presenza rassicurante, come sempre.

Con i suoi occhi verde smeraldo mi ha guardato, e io sopraffatta dall’emozione dei ricordi, l’ho sentito come fosse vivo, così tanto che avrei voluto dirgli: “Ciao sono io, non sei affatto cambiato, mi ricordi anche tu vero?”

Irene

La Chiesetta Madonna della Salute

La Madonna della Salute patrona di Misurina.

“L’atto solenne della dedicazione di una Chiesa al culto divino, sia grande o piccola….è sempre uno dei più lieti avvenimenti della vita cristiana. Ma a Misurina, a tanta altezza, in mezzo a questo stupendo anfiteatro di monti giganti formato dalla natura, in riva a l lago ridente….che sia sorta una Chiesa a coronamento di un’opera così magnifica, è tale avvenimento che ha del meraviglioso. Ed io sono ben lieto che mi sia offerta qui occasione propizia di felicitarmi cogli autori di un’opera così stupenda e all’indovinato pensiero di porla sotto il patrocinio della Madonna della Salute….”

Queste parole sono parte dell’omelia che il Pievano di Auronzo, don Antonio Da Rin Pagnetto, pronunciò durante la prima Messa celebrata nella chiesetta, il 26 Agosto 1900 alle ore 11.

La circostanza era ancor più straordinaria, perchè questa Messa si celebrò alla presenza della regina Margherita di Savoia e del suo seguito, che proprio a Misurina (nell’attuale Istituto Pio XII) trascorreva un periodo di riposo. Riposo funestato dalla notizia tragica della uccisione del marito, Re Umberto, avvenuta a Monza il mese precedente.

La Chiesa fu arredata in tutta fretta proprio per permettere alla Regina di assistere alla Messa di suffragio del marito.

Fu allestito un altare, e su di esso venne collocata la pala della Madonna della Salute dipinta dal cadorino Tommaso Da Rin. Furono apprestati gli inginocchiatoi e i sedili per tutti i presenti.

Non meno solenne fu la celebrazione avvenuta nel trigesimo della morte del Re il giorno 29 agosto sempre alle 11. Le pareti erano parate a lutto e la Messa si svolse tra due ali di folla. Prima di partire alla volta di Venezia, al termine del suo soggiorno a Misurina, la Regina partecipò ancora una volta alla Messa celebrata nella Chiesetta…

(Notizie tratte dal libro di Walter Musizza “Margherita una Regina sulle Dolomiti”  ed.Tipolitografia DBS -Rasai di Seren del G. 2001)

Nell’immagine la Madonna di Misurina con sfondo del Sorapiss

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Il nuovo Istituto e il centro S. Benedetto

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Unico centro del genere in Italia (in tutta l’Europa se ne contano solo altri due) oggi, dopo recenti lavori di ristrutturazione, l’Istituto Pio XII si presenta pronto ad accogliere ( in convenzione con l’Ausl) bambini e adolescenti residenti su tutto il territorio nazionale sino a 18 anni affetti da questa malattia. Per i pi ù piccoli è previsto il soggiorno di un genitore in Istituto.

Il centro S. Benedetto foresteria e dependance, è ben organizzato e confortevole; accoglie durante l’anno le famiglie dei bambini ricoverati.

Il sito ufficiale dell’Istituto PIOXII