L’incontro di Jesolo

Non è senza emozioni che il 22 febbraio 2004, ci siamo ritrovati in tanti a Jesolo.

E’ stata come una bomba innescata dalla costanza di Vio Paolo e Dalla Mora Paolo, carica di esplosivo, maturata da più di vent’anni, in un clima di amicizia, che non aveva confronti e che ancora si chiama MISURINA.

Nessuno, infatti, riusciva più a trattenere la gran voglia di rivederci, dopo anni. Quell’amicizia, maturata a quei tempi, rimasta compressa, per la impossibilità di ritrovarsi a causa delle distanze che ci separavano, però non mai morta, ad un tratto è riesplosa, e , così ci siamo ritrovati in più di cento nella sala parrocchiale, messa a disposizione dal Parroco di Jesolo, ed in una sala da pranzo di un accogliente ristorante:le distanze sembravano non esistere più: Milani Maurizio arrivato da S. Miniato, Bergamini Marco da Valgiaglio alti valle del bergamasco…poi altri da Milano, da Varese, da Modena, Parma, Ferrara, ….. senza dimenticare i tanti venuti dal Veneto e Friuli. Dopo tanti anni ci siamo ritrovati sempre gli stessi, anche se ormai fatti uomini, tanti con la sposa,il marito e i figli.

Ma l’amicizia era sempre la stessa: giovane, vivace e coltivata tra i paesaggi e le crode di Misurina. Che emozione, anche per me, il riconoscere immediatamente dai lineamenti del volto e riabbracciare tanti di quei ragazzi, per primi Ciccarelli Massimo, Zanco Luca, Vio Paolo, DallaMora Paolo, Zanatta Giovanni, Bedont Giuseppe e tutti gli altri, e rivederli piccoli scendere con gli sci dal Col de Varda, e i più grandi vederli scendere dal Faloria, dalle Tofane, dalle Cinque Torri, dall’Armentarola; e poi rivederli sui banchi di scuola, negli ambulatori sotto le mani protettive del Dott. Baronio, e perché no? ricordare le serate serene nellecamere al chiudere della giornata a raccontarci le avventure del giorno e chiudere insieme con una preghiera, per ringraziare il Signore, mentre i nostri occhi si arrendevano al sonno.

Nel clima di questa spontanea amicizia, ritrovata a Jesolo, è nata l’idea, lodevolissima, di costituire una associazione, unanimemente chiamata “Amici di Misurina” e , pure il giornalino “Roccia Maestra”, la roccia che raccoglieva attorno a se ed ai suoi prati, i nostri giochi, le grida gioiose, e le nostre ore serene passate insieme. La Roccia Maestra è diventata così il simbolo delle solidità dell’amicizia, che è nata allora e che continua senza badare alle distanze che ci separano, e che per noi sarà lo strumento che continuerà a tenerci insieme ed a ritrovarci per rivivere l’amicizia in tante altre occasioni.

Un abbraccio a tutti.  Don Angelo