Vascon

Gruppo incotro a Vascon

Il 24 settembre 2005 siamo stati ospiti di Giovanni e Livia e così abbiamo potuto trovarci per discutere e programmare le attività dell’Associazione.

Ci hanno accolti calorosamente, ospitati e rifocillati in una splendida giornata di sole.

Grazie ancora a tutti gli intervenuti  e …..alla prossima occasione !!!!

Pietro Capacchi

Pietro

Per lui la musica non ha segreti …

Quante canzoni abbiamo cantato al suono della sua chitarra….

Gino Baronio

Ci conosceva uno per uno.

La voce roca, imperativa, poche parole, spesso una sentenza.
Gino Baronio incuteva soggezione, incuteva rispetto.
Quella soggezione e quel rispetto che si devono ad un padre.

Per noi ragazzi era veramente un padre, un riferimento costante per la nostra salute e per ogni altra attività.
Per noi, lontani dalle famiglie, i suoi pareri e i suoi consigli erano obblighi.

Era spesso in mezzo a noi, per ricordarci di indossare la giacca a vento prima di uscire o per sollecitare qualcuno al rispetto delle terapie prescritte. Teneva alla nostra salute, sapeva i nostri punti deboli. Metteva il suo cuore al servizio dei nostri polmoni.

Disponeva affinchè tutti potessero fare sci, nuoto e passeggiate, che riteneva indispensabili integrazioni alle normali terapie per farci crescere robusti e forti.
Di ciascuno di noi conosceva la storia, scrutava il carattere.
Storia e carattere che gli servivano per affrancarci con un aggettivo, un soprannome che non ammetteva appelli.

E così a fianco del nome metteva “il timido”, “il forte”, “il saggio”….Quando, di sera, passava dal refettorio, si impossessava del microfono e ci lanciava messaggi, richiami, battute.

Al nostro acclamare e batter di mani, se ne andava, con un largo sorriso, il braccio alzato e le dita in segno di vittoria.

Vittorio Gherri

Un po’ di storia

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Da Grand Hotel a centro per la cura dell’asma

L’attuale Istituo Pio XII posto sul lato sud del Lago di Misurina, era un tempo il lussuoso Grand Hotel Savoia, dove i regnanti d’Italia, con il loro seguito di corte, venivano a trascorrere le vacanze nei primi anni del ‘900.
Ancora oggi è possibile ammirare “la sala del trono” che funzionava come sala di rappresentanza.
Le ex scuderie, ora centro S. Benedetto, accolgono ora le scuole elementari e medie e alcune camere a disposizione dei genitori dei bambini ricoverati.

Si deve al benedettino Paolino Beltrame Quattrocchi l’acquisto nel 1945, per conto della Diocesi di Parma dell’intero complesso. Lo scopo era quello di utilizzare l’Hotel come una casa di vacanze per i bambini bisognosi. Successivamente si organizzò l’Istituto per accogliere ragazzi affetti da forme specifiche polmonari. Nel 1970 “Il Villaggio Alpino Pio XII” venne trasformato su indicazione del Dott. Gino Baronio, per 27 anni Direttore sanitario dell’Istituto, in casa di cura per l’asma.

Unico centro del genere in Italia (in tutta l’Europa se ne contano solo altri due) oggi, dopo recenti lavori di ristrutturazione, l’Istituto Pio XII si presenta pronto ad accogliere ( in convenzione con l’Ausl) bambini e adolescenti residenti su tutto il territorio nazionale sino a 18 anni affetti da questa malattia. Per i pi ù piccoli è previsto il soggiorno di un genitore in Istituto.

Il lago

lago_misurina_estate

Mi è stato chiesto di scrivere due righe sul lago di Misurina, cosa dire?

Beh! Non è difficile, è un laghetto pittoresco, inserito in una splendida cornice, così è descritto in innumerevoli depliant pubblicitari sulle Dolomiti.

Oppure potrei raccontare una delle leggende legate alla sua storia (ce n’è più di una), tutte narrano in modo romantico, delle lacrime versate dal monte Sorapis per la figlia perduta; è con quelle lacrime, che si è riempito il lago.

Ma è solo questo, quello che si può dire?

No, c’è sicuramente di più, per chi è stato a Misurina.

C’è una storia che ognuno di noi che ha trascorso del tempo lassù, porta dentro di sé e potrebbe raccontare. Per ciascuno è una storia diversa, ma hanno tutte cose preziose in comune, e il lago è una di queste, una presenza costante, amica.

E’ quindi del lago, che ha fatto parte del “pezzo” di vita che ho vissuto a Misurina, che voglio parlare, non di quello descritto sulle carte geografiche.

Io l’ho visto, bellissimo, nel suo abito estivo verde intenso, riflettere i pini e i monti circostanti. L’ho ammirato, bianco candido, in inverno, confondersi con la neve che copriva il paesaggio.

Tante, tante volte, l’ho osservato stupita dalla finestra della mia camera, per parecchi mesi l’anno sparire. Dov’era il lago mi chiedevo? Sembrava non esserci più, diventava di ghiaccio.

Certo, di ghiaccio! Ma non per questo, freddo, ostile, sapevo che era lì, semplicemente sotto un piumino di fiocchi di neve; e nella bufera, lo immaginavo quieto, dormire.

E poi:… “Il lago sta sgelando, è primavera, alla larga bambini o ci cascate dentro!” Quante volte ho udito queste parole, durante le passeggiate del giro del lago! Già, lui, ridiventava liquido!

Il lago, così affascinante per noi, da renderci impossibile stargli lontano, diventava in quella stagione pericoloso, non sembrava vero, non poteva fare paura, non a noi.

E allora di nascosto, ci attirava tutti lì sulla sua riva, a lanciar sassi per bucare il ghiaccio, divenuto sottile, o a tastare con il piede dove ancora teneva, per camminarci sopra, fino a che l’acqua gelida ci riempiva le scarpe. Che bellezza quei giochi spensierati, quante risate intorno al lago!

L’ho rivisto il “mio” lago di Misurina, dopo quella che a me è parsa un’infinità d’anni, sono tornata. Quieto, stupendo, con la sua presenza rassicurante, come sempre.

Con i suoi occhi verde smeraldo mi ha guardato, e io sopraffatta dall’emozione dei ricordi, l’ho sentito come fosse vivo, così tanto che avrei voluto dirgli: “Ciao sono io, non sei affatto cambiato, mi ricordi anche tu vero?”

Irene